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Il primo gala del Met post pandemia

15 Settembre 2021 Redazione Company


Vaccino per tutti, test anti-Covid e mascherina haute couture: il primo gala del Met dopo il lockdown ha preso il via per la prima volta con una serie di madrine e padrini “under 26” – Amanda Gorman, Timothée Chalamet, Naomi Osaka e Billie Eilish – e la lista degli invitati ridotta di un terzo. Amanda Gorman, la poetessa dell’insediamento di Joe Biden, è arrivata come una simbolica statua della Libertà blu cobalto firmata dalla stilista Vera Wang e in mano una pochette a forma di libro con scritto ‘Datemi i vostri stanchi…’, come nell’epigrafe della vera Lady Liberty all’ingresso del porto di New York. Anna Wintour, l’organizzatrice del “party dell’anno” che usualmente si tiene il primo lunedì di maggio ma di cui la pandemia ha costretto a rivedere il calendario, è agli antipodi dei testimonials della serata, tutti parte della ‘Generation Z’: inossidabilmente da decenni la regina della moda, si è presentata in un Oscar de La Renta in omaggio all’amico scomparso ormai sette anni fa. Omaggio listato a lutto, ma più recente, quello di Gabrielle Union di “Bring It On” a Cecily Tyson, l’attrice e modella afro-americana che ci ha lasciato lo scorso gennaio a 97 anni. Tema della serata: “American Independence” in omaggio alla mostra del Costume Institute ‘In America’ sul vocabolario della moda a stelle e strisce. Chalamet, uno dei molti giovanissimi che includono anche gli stilisti al centro dello show, lo ha interpretato con una giacca. (Ph Epa)


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