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Ma quale golpe?

12 Febbraio 2019 Redazione Company


Camila Raznovich, componente della Giuria d’onore del Festival di Sanremo finita nella bufera perché accusata di complicità con il ‘ribaltone’ che ha decretato la vittoria di Mahmood ai danni di Ultimo, preferito dal televoto, si chiama fuori dalle polemiche, respinge le accuse di complottismo e precisa: “Sono stata chiamata dall’azienda per cui lavoro per far parte della giuria, a rimborso spese: abbiamo applicato il regolamento del festival”. “Mi dispiace del putiferio che si è scatenato – spiega Raznovich all’ANSA -. Abbiamo semplicemente votato la nostra canzone preferita, peraltro non sapendo come stava andando il televoto, né come si stava esprimendo la sala stampa. Si vota in contemporanea, non c’è modo di confrontarsi”. “Perché abbiamo votato per Mahmood? Perché ‘Soldi’ ci è sembrata la canzone più bella, più orecchiabile, più radiofonica e anche più nuova a livello di sound. E credo che a nessuno sia venuto in mente un sottotesto politico”. (Foto Ansa/Angelo Carconi)


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