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Contrordine: la luce blu non farebbe male

8 Ottobre 2018 Sparla che ti passa


La luce di colore blu emessa da computer, smartphone e tablet non è dannosa per la vista. Almeno secondo l’American Academy of Ophtalmology (Aao), l’organizzazione no-profit che rappresenta gli oftalmologi statunitensi. L’organizzazione si è espressa su questo tema a seguito della notizia, circolata sulla stampa internazionale a partire da uno studio su Scientific Reports, per cui la luce blu proveniente da dispositivi digitali e dal Sole (raggi ultravioletti) potrebbe far molto male alla vista. La luce blu non danneggia vista, concorda Paolo Vinciguerra, responsabile dell’Unità Operativa di Oculistica dell’Humanitas. “L’illuminazione nella banda del blu proveniente da questi apparecchi serve a rendere più visibili e nitide le immagini e il testo, che altrimenti apparirebbero in una luce meno contrastata e di più difficile lettura (di colore giallo), nonché meno gradevole alla vista”, spiega Vinciguerra. “L’unica eventuale controindicazione riguarda il rischio che se si utilizzano questi dispositivi prima di andare a letto, il ritmo sonno-veglia, che è regolato dal colore della luce naturale, possa subire un’alterazione e il passaggio dalla veglia al sonno diventi più difficile”. Ma la soluzione c’è, prosegue l’esperto, dato che quasi tutti gli apparecchi digitali sono ormai dotati di applicazioni che consentono di impostare, nelle ore serali, un’ intonazione giallastra che non contrasta il ritmo circadiano che regola il sonno.


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