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La protesta dei seni

4 Settembre 2021 Sparla che ti passa


Decine di donne e anche qualche uomo con indosso dei simpatici seni gonfiabili hanno protestato davanti alla sede londinese di Facebook. Motivo della originale protesta è quello di impedire che l’algoritmo del social network rimuova o blocchi le immagini dei seni femminili. Una protesta a favore di influencer e star dei social che vogliono ottenere più like grazie alle loro forme? Nient’affatto. La protesta ha un fine molto più nobile: la sensibilizzazione sul tema del cancro al seno. Il gruppo di manifestanti, che ha inevitabilmente attirato l’attenzione di diversi passanti, era formato da medici tatuatori e sopravvissuti al cancro al seno che hanno chiesto di poter pubblicare liberamente immagini della loro esperienza e di tatuaggi di areole o capezzoli senza che queste vengano rimosse e gli account vengano bloccati. La politica di Facebook è di bloccare le immagini di nudo, anche se la pubblicazione dei capezzoli maschili è consentita. Immagini dei seni femminili, in realtà, sono consentite nel caso in cui “raffigurano atti di protesta, donne attivamente impegnate nell’allattamento al seno e foto di cicatrici post-mastectomia”. Ma evidentemente spesso l’algoritmo non riesce a distinguere i casi di nudo da quelli con altri fini e spesso ha rimosso immagini dei tatuatori di areole post-mastectomia, impedendo alle pazienti con cancro al seno di scoprire tatuatori medici e il lavoro che svolgono.


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